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WannaCry: il virus che sta facendo “piangere” il mondo

 

Venerdì 12 maggio sarà ricordato per sempre come il giorno dell’attacco malware più violento mai visto sino ad ora. Con più di 100mila infezioni e oltre 150 paesi colpiti in poche ore, il ransomware che porta il nome di WannaCry ha messo in ginocchio aziende, istituzioni, utenti privati, università e  persino ospedali. Tra i paesi più colpiti Russia, Ucraina, Taiwan, Spagna, Gran Bretagna, Stati Uniti, Portogallo e Vietnam.

Una volta colpite le macchine, il ransomware le blocca e compare un messaggio all’utente che chiede un vero e proprio riscatto con lo sblocco a pagamento.

Adesso WannaCry è stato fermato, ma non si può escludere che possa sferrare un nuovo attacco. L’eroe che ha bloccato il diffondersi di questo virus è un ventiduenne analista britannico che, analizzando il malware ha scoperto l’esistenza di un “kill switch” e con poco più di 10 dollari ha registrato un dominio al quale il virus faceva riferimento senza sapere che era “l’interruttore” per spegnere l’attacco. Una volta debellato il virus, l’analista britannico avverte subito che una nuova minaccia è già in circolazione e invita gli utenti a scaricare le patch rese disponibili da Microsoft per impedire una futura nuova diffusione.

E’ tutto risolto, viene da chiedersi. Purtroppo la risposta è un secco no. E’ un problema con cui dobbiamo fare i conti tutti i giorni, infatti non è il primo e non sarà l’ultimo attacco ransomware che mette in ginocchio il mondo intero, ma WannaCry è riuscito a farlo in pochissimo tempo e con proporzioni mai viste prima. Le ultime notizie riportano che intorno alle 13.30 ora italiana, WannaCry ha invaso la Cina, mandando in tilt migliaia di computer; non è chiara ancora la grandezza del danno, ma secondo la compagnia di sicurezza informatica Qihoo 360 il ransomware ha fatto “piangere” professori e studenti in oltre 4000 università e centri di ricerca da Pechino a Shanghai.

In Italia non sembrano esserci stati gravi danni, ma nella giornata di lunedì 15 maggio potrebbero riscontrarsi nuovi problemi e il mondo è col fiato sospeso in attesa di riaccendere il proprio computer, con la speranza di non essere sotto attacco di una versione 2.0 del temibile Wannacry.

Secondo una dichiarazione della Microsoft, il cyber-attacco di venerdì scorso dovrebbe valere come campanello d’allarme per tutti i governi del mondo, un monito a non sottovalutare i rischi di un attacco informatico da parte di hacker senza scrupoli. Il malware non ha ancora un’origine nota ma secondo alcune ricostruzioni sarebbe stato rubato all’agenzia di intelligence americana NSA. L’FBI è già al lavoro da giorni per individuare i responsabili e il presidente americano Trump ha indetto una riunione d’emergenza per valutare l’attacco e i danni che ha portato. Per difendersi dall’attacco, la polizia di stato italiana invita a seguire una procedura informatica analiticamente descritta sul sito www.poliziadistato.it . Anche l’Europol è a lavoro con la sua unità di Cybercrime EC3 per indagare sui responsabili e per mitigare la minaccia di ulteriori e nuovi attacchi.

Intanto nel nostro piccolo anche noi utenti, possiamo fare qualcosa per evitare che piaghe del genere colpiscano ancora.  Iniziamo con l’aggiornare quanto prima il sistema operativo e l’antivirus di tutti i computer in nostro possesso, eseguire immediatamente un backup dei file, e soprattutto non aprire file sospetti, non cliccare su link di dubbia provenienza e cestinare subito le e-mail inviate da persone che non conosciamo.

 

Serena Bruno

FONTE

www.tomshw.it

www.ansa.it

www.larepubblica.it

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