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Si salvi chi può: viaggio nella parte oscura del web.

 

Forse non sapevate che il motore di ricerca più famoso al mondo, Mr Google, indicizza circa 2 miliardi di siti e che i restanti 550 miliardi non sono visibili a noi comuni utenti. A conti fatti, Google indicizza solo l’1% delle risorse informative del web. E il rimanente 99%?

Pensate ad un iceberg, il 90% del suo volume rimane sotto la superficie marina mentre solo il 10% emerge ed è visibile. Ecco, tutti i siti che non sono o non saranno mai indicizzati fanno parte del web sommerso, ovvero il deep web.

 

 

E non è finita qui, al di sotto di esso si trova il dark web, ossia un territorio senza regole, irraggiungibile tramite una normale connessione internet senza uso di software particolari, poiché giacenti su reti sovrapposte ad internet, chiamate con il nome comune di “darknet”. I siti di questa zona oscura delle rete hanno dominio .onion e con l’utilizzo di browser speciali, l’utente naviga in completo anonimato.

Uno degli aspetti peculiari del dark web è che manca di una delle caratteristiche fondamentali della rete, ovvero l’interconnessione. In questo territorio selvaggio, si trova di tutto, in particolare ciò che è illegale: sostanze stupefacenti, psicofarmaci, armi, numeri di carte di credito e soprattutto malware.

Da un paio di giorni, data la sempre più popolare e  utilizzata piattaforma Mac, sarebbero in vendita proprio su 2 portali del dark web “MacSpy” e “MacRansom”, software molto potenti, pensati per effettuare attacchi su OS X e MacOs.

 

 

Nonostante i due software non abbiano trovato una grande diffusione (lo sviluppatore richiede infatti una contrattazione diretta a seguito della quale invia una demo del suo prodotto), si suggerisce di installare software provenienti solo da fonti sicure e ufficiali.

Detto questo, è importante non sottovalutare mai attacchi del genere soprattutto dopo quello che è successo con il ransomware WannaCry il mese scorso. Secondo The Economist, oggi la stragrande maggioranza degli attacchi hacker è costituita da atti criminali o vandalici. Le intrusioni sono sempre più facili, soprattutto grazie ai siti sul dark web, dove è commercializzato lo scibile dell’illegalità. Oggi, più che mai non è indispensabile saper programmare per sferrare un attacco informatico, e visto il volume d’affari che genera , non sorprende che sempre più persone sono affascinate da questo lato oscuro del web.

 

Serena Bruno

FONTE

www.downthedeepweb.com

www.webnews.it

www.hwupgrade.it

www.silicon.it

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