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Dark web: e se non fosse più un luogo così “oscuro”?

Fino ad oggi il dark web sembrava essere una specie di paradiso dell’illegalità, dove il commercio di armi, droghe, identità rubate, malware e molto altro poteva proseguire nel più completo anonimato e senza alcun controllo. Per chi non sappia ancora bene cosa sia il dark web,  provate ad immaginare portali come Ebay, dove però le merci vendute o comprate sono tutto tranne che legali. Quando in passato, le autorità hanno provato ad infiltrarsi in questi luoghi oscuri, venivano immediatamente individuate e bloccate, invece dagli inizi di luglio, il dark web non sembra più essere un posto sicuro dove nascondersi. Scopriamo insieme il perché.

 

 

Grazie ad uno sforzo congiunto internazionale tra le autorità giudiziarie statunitensi, inglesi, canadesi, thailandesi e olandesi, sono state sequestrate due delle più grandi piattaforme del dark web: AlphaBay e Hansa. Il primo messo offline, era secondo il dipartimento di giustizia statunitense, “ il più grande mercato del crimine su internet “. Uno dei fondatori e amministratori, il canadese Alexander Cazes, era diventato a soli 25 anni il re del lato oscuro della rete. Un business che in oltre due anni gli ha fruttato oltre 23 milioni di dollari americani. Ed è stata proprio questa ricchezza ad aver incastrato il giovane, che probabilmente non ha resistito a mostrare in un forum la sua Porsche, scrivendo che gli serviva per conquistare le ragazze thailandesi. E’ bastata questa foto, per insospettire l’FBI che ha facilmente rintracciato la sua posizione geografica e poche ore dopo lo ha condotto in cella dove, di lì a breve, il ragazzo si sarebbe tolto la vita. Ma gli inquirenti continuano ad avere forti dubbi su questa versione.

 

 

Va definitivamente offline anche l’altra piattaforma famosa del dark web Hansa, dove si potevano comprare anche qui droghe, armi, malware e tutto l’universo dell’illegalità.  Secondo fonti recenti, anche un altro grande mercato illegale Dream Market sarebbe stato compromesso. Ad oggi manca ancora l’ufficializzazione della notizia, tuttavia i moderatori della community hanno confermato i sospetti degli utenti che continuano a sostenere che riconoscere  un IP pubblico non è qualcosa di atteso, ed in passato è successo con portali illegali che sono poi stati chiusi e sequestrati dalle autorità. Con la chiusura di AlphaBay e Hansa, parecchi venditori e compratori si sono probabilmente spostati su Dream Market. Un caso analogo è successo con il portale Hansa, che subito dopo la capitolazione di AlphaBay, ha registrato un incremento di venditori da mille a ottomila durante un solo giorno. Ciò rende interessante controllare le attività di Dream Market prima di sferzare il colpo finale e chiudere anch’esso definitivamente.

 

 

Il direttore esecutivo dell’Europol, Rob Wainwright ha definito l’operazione “un successo straordinario da parte delle autorità statunitensi ed europee. Cooperando insieme su una base globale, le forze dell’ordine hanno inviato il chiaro messaggio di possedere i mezzi e le armi per identificare e colpire il crimine anche in questa area più buia del web. Il futuro vedrà un incremento di questo tipo di operazioni”.

 

Serena Bruno

FONTE

www.wired.it

www.hwupgrade.it

www.silicon.it

www.punto-informatico.it 

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