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Cognitive computing: la mente di un futuro prossimo

 

Nell’era dell’economia digitale noi consumatori dettiamo legge su tutto, siamo diventati giudici intransigenti e le aziende  devono tenere  frettolosamente il passo con le nostre scelte e preferenze, se non vogliono essere tagliate fuori dal  mercato globale. L’obiettivo quotidiano di ogni azienda è proprio quello di interpretare meglio i nostri bisogni, e ove possibile anticiparli. Le tecnologie per il monitoraggio e l’analisi dei dati possono aiutare qualsiasi business ad incrementare l’efficienza e riuscire ad essere più competitivi in un mercato in continuo fermento.

Il COGNITIVE COMPUTING sarà la tecnologia del prossimo futuro che permetterà agli utenti di interagire con i computer in modo così immediato e naturale, che sembrerà quasi come “colloquiare” con essi. E sarà proprio questa tecnologia che, analizzando una gran mole di dati, creerà valore alle aziende, aumentandone l’ efficienza e realizzando nuovi servizi e prodotti digitali.

I vantaggi si vedranno soprattutto in quei settori dove è necessario immagazzinare ed elaborare grandi quantità di dati difficilmente gestibili dalle applicazioni informatiche tradizionali per restituire in meno tempo possibile sintesi intuitive e navigabili. Gli impieghi immaginabili dal “cognitive computing” sono vari e nei campi più disparati. Per esempio nel campo della medicina, dove le applicazioni basate su computer cognitivi potrebbero affiancare i medici nelle analisi degli esami, fornendo risposte più aggiornate e diagnosi più accurate.

 

 

Altri usi possono essere pensati anche in campi commerciali, dove assistenti virtuali assisteranno i clienti durante lo shopping in un negozio, oppure per le multinazionali dell’energia durante l’esportazione di nuove riserve di idrocarburi, si troveranno ad analizzare un gran numero di dati sotto forma di semplici tabelle, immagini e testi.

Secondo le ultime stime, entro il 2018 il 75% delle aziende includerà funzionalità cognitive e/o di intelligenza artificiale in almeno una delle applicazioni di business interno. In più, entro il 2019, il 40% delle iniziative aziendali di digital transformation sarà supportato proprio dal “cognitive computing” e “artificial intelligence”, che domineranno il settore hi-tech da qui a dieci anni.

 

 

Un ultimo esempio significativo verso la strada di un Cognitive Computing accessibile a tutti, è stato senza dubbio il super-computer della IBM, Watson. Progettato per vincere una grande sfida: un sistema che fosse in grado di competere con la capacità umana di rispondere con velocità, sicurezza e precisione a domande formulate in linguaggio naturale, ossia la lingua umana ricca di metafore, modi di dire e sfumature di significato. La sua capacità di comprendere il senso e il contesto del linguaggio, di dare una risposta in pochi secondi a domande davvero complesse, segna un nuovo fondamentale capitolo nella relazione tra uomo e macchina.

Il cognitive computing, che possiamo definire anche terza era dell’informatica, avrà un impatto rivoluzionario nell’imminente futuro e aprirà nuovi scenari tecnologici che impatteranno la nostra vita in ogni ambito. Prepariamoci dunque ad ammirare l’evoluzione di computer che imiteranno il funzionamento del nostro cervello in tutto o quasi.

 

Serena Bruno

FONTE

www.ibm.it

http://www.corrierecomunicazioni.it

www.ildocumentodigitale.com

www.larepubblica.com

www.blog.startupitalia.eu

www.01net.it 

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